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Stitichezza: cause, sintomi, rimedi naturali, alimentazione e consigli

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Stitichezza (stipsi) - sintomi, cause e rimedi naturali veloci. Scopri come risolvere il problema della stitichezza in maniera naturale, cosa mangiare, i cibi da evitare e i migliori rimedi naturali contro la stitichezza.

Quasi tutti prima o poi nella vita soffriamo di stitichezza, o perché la nostra dieta non è corretta o per altre motivazioni, ma di solito si tratta di un disturbo non grave e temporaneo. Avere a che fare con la stipsi ogni tanto è una cosa del tutto normale, e non bisogna allarmarsi eccessivamente quando capita di non essere regolari. In effetti, avere una semplice irregolarità intestinale è un fatto assolutamente normale visto lo stile di vita odierno, caratterizzato da una vita frenetica, un’alimentazione disordinata e poco movimento fisico.

La stitichezza diventa un serio disturbo quando i sintomi si protraggono e si ha estrema difficoltà di svuotare in tutto o in parte l’intestino dalle feci. Cosa accade realmente? Quando il cibo attraversa il colon, questi assorbe l’acqua presente e forma le scorie da espellere. A spingere le feci ancora in stato solido verso il retto sono le contrazioni muscolari. Se però il colon assorbe troppa acqua oppure le contrazioni muscolari del colon sono troppo deboli, ecco che si manifesta la stitichezza. Le feci a questo punto si seccano e diventano dure, quindi difficili da espellere.

La stitichezza è un problema che colpisce soprattutto gli anziani over 65 e le donne.

Stitichezza: cause

Le cause della stitichezza sono molteplici, possono essere legate ad una alimentazione scorretta e molto spesso colpisce gli anoressici, i diabetici e i celiaci. Inoltre, la stitichezza può essere causata da una scarsa attività motoria, da un problema di colon irritabile e anche da patologie ano-rettali come emorroidi, ragadi, rettocele ecc. E ancora, la stitichezza può anche essere una conseguenza di una malattia o di un disturbo sistemico, come problemi di tiroide, di fegato, di cistifellea, e può essere accentuata da una gravidanza o durante la menopausa.

Talvolta la stipsi può anche essere causata da malattie nervose, da un consumo eccessivo di farmaci, da disidratazione dell’organismo e da altre patologie funzionali che colpiscono l’intestino come, ad esempio, la colite. A volte anche l’atteggiamento psicologico del paziente può esserne concausa.

Stitichezza: sintomi

I primi sintomi che denunciano la presenza di questo disturbo gastrointestinale sono i grandi sforzi compiuti in mancanza di uno stimolo spontaneo alla defecazione. Inoltre, altri sintomi grazie ai quali si capisce la presenza della stipsi sono: un ridotto numero di evacuazioni settimanali, meno di due volte; presenza di feci sono dure, secche, piccole, caprine o nastriformi; sensazione di blocco o addirittura ostruzione anorettale e c’è bisogno di un aiuto manuale per espletare le feci. Di solito a tutto ciò si aggiungono forti dolori addominali e la sensazione di pancia gonfia e piena.

Stitichezza: l’alimentazione consigliata (cosa mangiare e cibi da evitare)

Per curare la stitichezza è fondamentale seguire una dieta che favorisca l’accelerazione del transito intestinale. Per questo motivo è importante assumere ogni giorno una buona quantità di fibre, che agevolano l’organismo all’evacuazione delle feci più morbide.

Cosa mangiare in caso di stitichezza

Gli alimenti consigliati sono: i legumi, la crusca, la frutta fresca, gli asparagi, i carciofi, i cavoletti di Bruxelles, i cavoli, le carote, il brodo di carne, il polline, i semi di lino, le prugne secche. E’ importante variare i cereali e consumare quindi anche farro, orzo e riso integrale, per sfruttare le qualità dei chicchi non solo per le fibre ma anche perché agiscono sulle mucose intestinali con proprietà lenitive e decongestionanti. Inoltre, è fondamentale bere un bicchiere d’acqua tiepida al mattino appena svegli, perché stimola l’attività intestinale, e introdurre regolarmente durante i pasti verdure ricche di acqua di vegetazione. Quindi, largo a vari tipi di insalate a foglia verde, indivia, cetrioli, finocchi, cicoria, cime di rapa, puntarelle, ortiche, radicchio. Ottime da consumare sono anche le barbabietole e le verze, che bollite aiutano la mobilità dell’intestino e svolgono anche un’azione diuretica. Inserite in una corretta alimentazione, svolgono un’azione efficace contro la stipsi.

Cosa non mangiare in caso di stitichezza

I cibi da evitare durante gli attacchi di stipsi sono: i gelati, i formaggi, la carne e gli alimenti conservati, il riso, il limone, il tè, le nespole, le banane, le mele. Inoltre, è bene evitare cibi come cioccolato, fegato, derivati della farina raffinata.

Stitichezza: rimedi naturali

Se il problema di stitichezza è dovuto ad un fattore di natura funzionale, si possono seguire dei semplici e veloci rimedi naturali per stimolare l’attività dell’intestino, per eliminare le feci senza sforzo. L’utilizzo di piante specifiche, adatte a idratare la massa fecale e lubrificare le pareti, favorisce l’evacuazione: le varie categorie di piante sono disponibili in compresse, capsule, sciroppi, tisane, infusi e macerati.

E’ sempre fondamentale consumare molta acqua, che consente l’aumento della massa presente all’interno della pancia per facilitarne l’espulsione. Tra i rimedi naturali può essere efficace massaggiare la pancia con l’olio d’oliva eseguendo movimenti circolari in senso orario, oppure mangiare ogni giorno due cucchiai di polpa di avocado mescolata con il miele o della papaya, da assumere preferibilmente al mattino.

Anche un infuso di malva diluito in un bicchiere di acqua tiepida aiuta a stimolare l’intestino. Infatti, le foglie e i fiori della malva sono utili per idratare e regolarizzare le funzioni dell’intestino grazie alla sua dolce azione lassativa che agisce sulle feci ne agevola l’eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva non è irritante ed è anche molto efficace.

Anche l’olio di semi di lino e il succo di aloe vera hanno eccellenti proprietà lassative e svolgono al tempo stesso un’azione protettiva.

Da non dimenticare la liquirizia: la sua radice, infatti, è lassativa grazie alla presenza di uno zucchero naturale detto mannitolo, che attira acqua nel colon e ne agevola lo svuotamento. Un decotto di liquirizia può essere molto efficace in caso di stitichezza e nei disturbi legati alla sindrome dell’intestino irritabile. Di grande utilità è anche il psillio, i cui semi a contatto con l’acqua aumentano di volume e consentono la formazione di un gel che facilita l’evacuazione.

Anche il mirtillo rosso è considerato l’antinfiammatorio per eccellenza dell’intestino, capace di svolgere un’azione regolatrice sull’intestino in caso di stitichezza o diarrea.

Un ottimo rimedio naturale contro la stitichezza è costituito dalle prugne (basta mangiare una o due prugne a digiuno prima di ogni pasto principale per due o tre giorni consecutivi), sia fresche che essiccate, ed anche l’utilizzo di funghi medicinali che hanno un effetto salutare sull’intestino, sono lassativi naturali e svolgono un’azione di rilassamento della muscolatura contratta del colon.

Stitichezza: consigli utili

Per aiutare il nostro intestino pigro e prevenire e curare la stitichezza, è consigliabile modificare alcune abitudini sia alimentari che di movimento fisico. Infatti, prima di ricorrere a medicinali lassativi, è bene assumere almeno 30 gr al giorno di fibre, mangiare molta frutta e verdura e assumere molti liquidi (da 1.5 a 2 litri al giorno) per mantenere le feci morbide. Inoltre, una costante attività fisica consente di mantenere un adeguato tono della muscolatura intestinale, ma se non è possibile, cercare almeno di camminare almeno 30 minuti al giorno.

Ogni qual volta si presenta lo stimolo, è opportuno andare in bagno e non rimandare, per facilitare l’evacuazione. E’ poi importante abituare il nostro intestino, magari ad orari precisi, in modo da stimolare il colon.

Infine, è bene precisare che, quando la stitichezza diventa persistente e quando è accompagnata da forti dolori addominali o da sangue nelle feci, bisogna contattare subito il proprio medico curante che sarà in grado di prescrivere la terapia adeguata o magari di consigliare determinati esami e visite specifiche, per scongiurare malattie più gravi che possono danneggiare l’organismo.

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